Il Sacro Monte di Varallo a Locarno Film Festival
Il gran teatro montano in una pellicola di Elisabetta Sgarbi
Mercoledì, 13 Agosto 2008

‘Il gran teatro montano’, così Giovanni Testori definiva il Sacro Monte di Varallo Sesia. Il Sacro Monte è un complesso monumentale formato da 800 statue posto in una grandiosa scenografia, opera di grandi come Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo, Francesco Mazzucchelli (il Morazzone) e altri artisti a cavallo tra cinquecento e seicento.
A 16 di queste 45 cappelle, seguendo la narrazione della vita di Cristo, Elisabetta Sgarbi ha dato movimento e parola, utilizzando sapientemente e accuratamente i testi di Eco, Vassalli, Vittorio Sgarbi, Carey, le musiche di Franco Battiato e soprattutto tre poesie inedite di Giovanni Testori, poeta molto legato al Sacro Monte.
Il film, il cui titolo è ‘Non chiederci la parola’ e il cui sottotitolo è appunto la definizione di Testori, rientra in un progetto più vasto che mira a cercare e costruire vie di comunicazione tra cinema, letteratura e arti visive. E’ girato in alta definizione, per consentire allo spettatore di apprezzare pienamente le intermittenze luminose, i tagli di luce, i giochi di specchi che riempiono di vita e di emozioni gli affreschi e le statue. Una rilettura modernissima e poliedrica, a distanza di cinque secoli, di un’opera grandiosa, sicuramente tra i più grandi scenari non naturali che le nostre Alpi possono offrire.
Sarà un’opera che farà discutere per la sua originalità e per le sue ambizioni, la cui visione ci auguriamo non rimanga confinata in circoli ristretti. Non crea barriere, è facilmente avvicinabile e leggibile. E’ una raffinata operazione di ricerca intellettuale che fa molto bene alla montagna. Forse è il caso di smetterla di replicare in ogni borgo i musei dei vecchi mestieri, che invitano a trasformare la montagna in un triste museo. Molto meglio rileggere con attenzione e commozione le grandi cose che la montagna ci ha dato nei momenti del suo splendore, per aiutare a farla rivivere.
a cura di: Giovanni B. Margaroli
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